#29 – Apnee notturne, stato dell’arte

Lo stato dell’arte: apnee notturne

Esiste un enorme bacino di utenza che ha una necessità e non sa di averla.

La prevalenza delle apnee notturne (considerando un AHI -indice apnee ipopnee- maggiore di 15) è del:

  • 49,7% degli uomini sopra i 40 anni
  • 23,4% delle donne sopra i 40 anni

Si tratta di un numero enorme di persone alle quali possiamo migliorare la qualità di vita ed evitare rischi gravi per la salute.

Ne parla un articolo appena uscito:

Incerti Parenti, Serena et al.
Oral appliances for obstructive sleep apnea
Journal of the World Federation of Orthodontists , Volume 8 , Issue 1 , 3 – 8

Perché è importante parlarne

I disturbi respiratori del sonno possono innescare una catena di eventi, come le disfunzioni endoteliali, l’aumento dell’aggegabilità piastrinica, ecc. che se non curate in tempo possono portare a:

  • ipertensione farmaco resistente
  • infarto del miocardio
  • fibrillazione atriale
  • ecc

Le osas sono anche in stretta correlazione con altre malattie metaboliche come il diabete e possono raddoppiare il rischio di incidenti stradali e, per il calo di attenzione e la sonnolenza diurna, aumentare il rischio di incidenti sul lavoro.

Eziologia

E’ multifattoriale e non riguarda solo caratteristiche anatomo strutturali ma anche funzionali, sia per la capacità muscolare, sia per la risposta ventilatoria iperbolica a basse stimolazioni.

Quali sono i segni ed i sintomi più comuni?

I sintomi più comuni, che possiamo indagare facilmente durante il colloquio con il paziente, sono:

  • sonnolenza diurna
  • disordini metabolici
  • problemi cardiovascolari
  • mal di testa mattutini
  • frammentazione del sonno
  • diminuzione della capacità di concentrazione
  • diminuzione della memoria

Alcuni segni da individuare all’esame obiettivo:

  • Circonferenza del collo ampia
  • Indice di massa corporea
  • Macroglossia
  • Ipertrofia tonsillae
  • estensione del palato molle, ugola

Diagnosi

L’esame di elezione è la polisonnografia, esame prescritto e valutato dall’otorinolaringoiatra o dallo pneumologo.

Secondo la classificazione internazionale dei disturbi del sonno (ICSD-3) la diagnosi di OSA richiede:

  • segni/sintomi + >5 eventi ostruttivi respiratori per ora di sonno
  • disturbo metabolico associato + >5 eventi ostruttivi respiratori per ora di sonno
  • AHI > 15 anche senza segni/sintomi e patologie correlate

Il trattamento delle OSAS

  • abitudini di vita (come il consumo di alcool)
  • dieta
  • cambio di posizione del sonno
  • terapia chirurgica
  • CPAP
  • Dispositivi di avanzamento mandibolare

Secondo la letteratura scientifica più accreditata, il CPAP è più efficiente nella diminuzione dei fenomeni ostruttivi (-25 eventi ora) rispetto ai dispositivi di avanzamento mandibolare (-15 eventi ora)

Tuttavia, nel lungo periodo la scarsa collaborazione che si osserva spesso con il CPAP rende l’efficacia dei due dispositivi, nel trattamento delle apnee notturne, sovrapponibile perché il dispositivo di avanzamento mandibolare è più tollerato dai pazienti.

Dispositivo di avanzamento mandibolare

Secondo gli AA questo dovrebbe essere personalizzato e regolabile, per poter ridurre il più possibile l’avanzamento mandibolare senza comprometterne l’efficacia.

Serve quindi un monitoraggio costante.

Gli effetti collaterali

Questi sono temporanei (ma possono persistere per mesi):

  • Secchezza delle mucose
  • Dolore ai denti
  • Ipersalivazione
  • Spostamento dei denti (nel lungo periodo, ne abbiamo parlato nella puntata precedente)