#20 – Metodo di Angelieri nella routine & Bondaggio Brackets

La classificazione di Angelieri è applicabile nella pratica quotiana?

Un’accurata diagnosi,un adeguato piano di trattamento e il successo dell’espansione rapida mascellare possono dipendere dalla valutazione dello sviluppo cranio-facciale e dai parametri di maturazione per predire il pattern di crescita del paziente.

Attualmente si usano siano il metodo dell’età basata sulle ossa della mano e del polso e sia la maturazione delle vertebre cervicali.

Predire il corretto approccio di trattamento nell’espansione del mascellare superiore risulta più facile e consistente nelle fasi iniziali dello sviluppo cranio-facciale, mentre è più difficile e incerto nei casi in cui la maturazione scheletrica è più avanzata.

La ricerca

Lo scopo dello studio retrospettivo di Barbosa et Al, pubblicato su Angle Orthodontics, dal titolo “Reliability and reproducibility of the method of assessment of midpalatal suture maturation: A tomographic study“, è valutare il metodo di Angelieri come strumento diagnostico per pianificare l’espansione rapida del palato nella clinica quotidiana, attraverso l’identificazione dello stadio di ossificazione della sutura, per mezzo di Cone-Beam.

Questo metodo, precedentemente confermato in letteratura, descrive la morfologia della sutura palatina in modo progressivo attraverso una rappresentazione grafica degli stadi di maturazione. (Ne parliamo qui)

Conclusioni

Le conclusioni affermano che questo metodo per la valutazione individuale dello stadio di maturazione della sutura palatina rivela una potenziale attendibilità e riproducibilità, ma richiede un training adeguato per poter essere implementato quotidianamente con sicurezza.

Demineralizzazioni post ortodontiche

Il secondo articolo preso in esame, pubblicato su American Journal of Orthodontics, è uno studio di Benson et Al dal titolo “Resin-modified glass ionomer cement vs composite for orthodontic bonding: A multicenter, single-blind, randomized controlled trial“.

Uno degli effetti indesiderati più comuni del trattamento ortodontico, con apparecchiatura fissa, è la comparsa di demineralizzazioni dello smalto (sec. questo studio 24% dei casi, di cui il 9% esteticamente compromettenti).

Oltre alle istruzioni su dieta e igiene, quali sono i mezzi no compliance che abbiamo a disposizione per scongiurare questo evento?

I cementi vetroionomerici a rilascio di fluoro sono efficaci? Hanno la stessa tenuta rispetto alle resine composite?

La cosa bella di questa ricerca è la completa adesione alla realtà clinica, infatti non sono stati variati protocolli di igiene, protocolli clinici, ecc. Questo permette di proiettare facilmente i risultati ottenuti nella nostra pratica clinica quotidiana.

Le conclusioni

Questa ricerca sfata il mito della scarsa resistenza del cemento vetroionomerico (6,4% di brackets distaccati vs 7,3% dei brackets bondati con il composito). Ma emergono grosse discrepanze tra gli operatori.

Non risultano evidenze statisticamente significative riguardo la comparsa di demineralizzazioni dello smalto tra i due sistemi di bondaggio dei brackets.

 

 

 

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