#34 – Adenotonsillectomia, OSAs e la cannuccia

Adenotonsillectomia e apnea notturna

Pinheiro de Magalhães Bertoz, André et al.
Three-dimensional airway changes after adenotonsillectomy in children with obstructive apnea: Do expectations meet reality?
American Journal of Orthodontics and Dentofacial Orthopedics, Volume 155, Issue 6, 791 – 800

Si tratta di uno studio caso controllo, quindi retrospettivo, condotto su un campione di 30 pazienti (15 maschi, età media 8,9 anni) affetti da apnea notturna e sottoposti ad adenotonsillectomia e ricontrollati dopo un anno.

Il gruppo controllo, pazienti ortodontici di età media 10,8 anni, è costituito da 30 pazienti di cui 23 maschi.

Gli Autori hanno misurato a T0 e a T1(12 mesi dall’adenotonsillectomia) alcuni parametri polisonnografici, il volume di rinofaringe e orofaringe tramite CBCT e la sezione minima.

Come ci si aspettava, l’adenotonsillectomia ha migliorato la situazione clinica di tutti i pazienti, nonostante in un caso l’indice apnea/ipopnea (AHI) non si sia completamente normalizzato.

Il risultato interessante è che non si hanno trovato correlazioni statisticamente significative tra:

  • Volumi e parametri polisonnografici a T0
  • Volumi e parametri polisonnografici a T1-T0

In poche parole non si è trovata una corrispondenza tra il guadagno di volume delle vie aeree (nè della sezione minima) ed il miglioramento dei parametri polisonnografici.

Gli Autori riconoscono il limite dell’indagine CBCT condotta in posizione seduta e con il paziente sveglio, condizione ben diversa dal letto di casa.

Una considerazione importante che sottolineano gli Autori riguarda l’elevata elasticità delle vie aeree, che potrebbero contrarsi a seguito di una pressione negativa, anche a distanza da un punto ad elevata resistenza (sezione minima).

L’esempio che riporta l’articolo è quello della cannuccia, che collassa per effetto della pressione negativa quando si aspira un liquido molto denso (es. il milkshake!).

Ti consiglio la lettura di questo articolo, che differenzia bene tra i risultati clinici e i risultati strumentali.

Non dobbiamo semplicisticamente basarci sulle misurazioni anatomiche quando intercettiamo un paziente OSAs!

 

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