#24 – Retainer linguale inferiore

La stabilità del trattamento ortodontico: il retainer inferiore linguale

Nel momento in cui congediamo un paziente a fine trattamento ortodontico, non possiamo fare a meno di pensare alla stabilità del risultato che abbiamo ottenuto.

Non abbiamo più la sicurezza che ci danno i controlli periodici e ci affidiamo alla contenzione.

L’articolo che ci ha fornito lo spunto per parlare di retainer è: Inadvertent tooth movement with fixed lingual retainers di T.G. Shaughnessy, W.R. Proffit, S.A. Samara, pubblicato nel febbraio 2016 sull’American Journal of Orthodontics.

Lo stato dell’arte

Secondo gli autori i retainer sono efficaci nel 90% dei casi, ma ci sono situazioni in cui possono causare un movimento dentale non previsto che nei casi più gravi può portare ad un ritrattamento ortodontico da gestire con la collaborazione di un paradontologo.

E’ un concetto diverso dall’ affollamento che si verifica dopo il distacco della contenzione.
La cosa interessante di questo articolo è che prende in esame le malocclusioni provocate dal retainer stesso.

Gli Autori fanno il punto della situazione:

  • Una maggiore percentuale di pazienti con retainer bondato solo sui canini e libero sugli incisivi, a distanza di 5 anni, presenta un’irregolarità negli incisivisi rispetto alla tecnica del bondaggio completo.
    • Gli AA suggeriscono che le forze di masticazione abbiano un ruolo nella distorsione del retainer.
  • Bondare 6 denti piuttosto che 2  aumenta la probabilità di distacco del 20% – 30% entro i primi 5 anni
  • Soprattutto con i fili intrecciati, la tensione di torsione interna del filo può creare un movimento reciproco dei canini.
  • Il filo può distorcersi per i seguenti motivi:
    • bondaggio non perfettamente passivo
    • forze di masticazione
    • utilizzo incongruo del filo interdentale al di sotto del retainer

Se da un lato utilizzare fili spessi ci mette al riparo da distorsioni, ci espone maggiormente al rischio di distacchi.

Come prevenire movimenti indesiderati

I pilastri sui quali possiamo fare affidamento per fare in modo che la contenzione mantenga stabilità sono 2:

  1. Pianificazione e realizzazione attenta del retainer, in modo che sia completamente passivo
  2. Controlli periodici del paziente

Un retainer veramente passivo

Gli Autori consigliano, se possibile, di preparare il retainer su modello in gesso, tranne nel caso si utilizzi un filo morbido passivo. In questo caso l’adattamento clinico è possibile senza rischi.

Servirsi di un carrier, come una mascherina termostampata, evita pressioni delle dita e quindi di imprimere involontariamente tensioni nella contenzione.

Escludere dal bondaggio, nelle contenzioni da canino a canino, gli incisivi laterali permette il loro movimento fisologico durante la funzione e, nello stesso tempo, è più facile che il paziente si accorga di eventuali distacchi.

Controlli periodici

I follow up dovrebbero essere mensili per i primi due anni, mentre dal terzo al quinto anno la percentuale di fallimenti diminuisce drasticamente.

Caso clinico

Nel corso della puntata esponiamo il caso clinico che ha ispirato gli Autori a scrivere questo articolo.