#23 – Compliance

La compliance del paziente ortodontico

Possiamo studiare tutta la vita biomeccanica, innovazioni tecnologiche ecc., ma se non impariamo un metodo per invogliare i ragazzi a collaborare con noi, non andremo da nessuna parte.

Interessante un articolo apparso sul numero di febbraio dell’American Journal of Orthodontics dal titolo: “Understanding factors influencing compliance with removable functional appliances: A qualitative study

La percentuale di non compliance rilevata oscilla generalmente tra il 10-49%.

Questo atteggiamento, in soggetti che portano l’apparecchio fisso, implica ad esempio un aumento della placca batterica e le patologie che ne conseguono, mentre nei soggetti sottoposti a terapia con apparecchio mobile può portare a :

  • aumento nel tempo di trattamento
  • risultati finali compromessi
  • abbandono del trattamento

Gli Autori di questo studio hanno realizzato un trial clinico controllato su soggetti maschi di età compresa tra 12-14 anni e femmine di età compresa tra 11-13 anni in classe II suddivisione 1 con un overjet maggiore o uguale a 7 mm.

Lo scopo di questo studio è comprendere qualitativamente i fattori associati ai diversi livelli di compliance in adolescenti sottoposti a trattamento con apparecchio mobile e ottenere di conseguenza la prospettiva del paziente sui metodi per migliorare l’approccio da parte del medico.

Il tempo effettivo di utilizzo dell’apparecchio è stato valutato tramite il microsensore termo-sensibile Theramon, posizionato all’interno del Twin-Block, da questo hanno potuto stabilire approssimativamente che il 54% ha avuto una buona compliance, il 32% una compliance fluttuante e il 14% ( 3 pazienti su un campione di 22) una compliance insufficiente.

Fattori che influenzano la compliance:

  • Auto-motivazione. La convinzione del paziente può essere sia un aiuto, sia un ostacolo in base alla percezione della gravità del problema.
  • Influenza della società. Con il termine società si includono il medico, i genitori e i pari.
    • L’ortodontista  dovrebbe motivare e incoraggiare il paziente spiegando la malocclusione e i benefici che derivano dal trattamento della stessa. Si consiglia anche di incoraggiare positivamente il paziente indicandogli i miglioramenti che sono stati raggiunti.
    • I genitori non sono relegati al mero ruolo di ammonitori, ma anche a loro è dato il compito del rinforzo positivo quando notano i miglioramenti portati dal trattamento.
    • I coetanei, che rappresentano un’arma a doppio taglio: se tra questi qualcuno ha portato l’apparecchio allora la situazione verrà accettata e il paziente non ne risentirà, se al contrario i coetanei presentano un’attitudine negativa i partecipanti potrebbero essere più restii alla compliance.
  • Qualità della vita e adattabilità. Ci sono evidenti difficoltà e fastidi all’inizio di ogni trattamento, i pazienti lamentano spesso disagi durante il pasto o la conversazione. L’impatto iniziale negativo viene spesso seguito da un periodo di adattamento.
  • Miglioramenti percepiti. Un’attitudine positiva al trattamento è data dal miglioramento oggettivo che il paziente nota nella propria estetica facciale o dentale.
  • Accorgimenti pratici e rimotivazione. Strategie semplici per innescare l’abitudine e l’utilizzo di app per smartphone.